Luca Serra ad “Unomattina” spiega l’intervento di vertebroplastica per le fratture vertebrali da osteoporosi.

UnoMattina Rai1

Giovedì 26 maggio 2011

Luca Serra, ospite in studio di UnoMattina su Rai1 condotto da Franco Di Mare, parla di osteoporosi e fratture vertebrali.

Nel corso della trasmissioni viene illustrata la
tecnica chirurgica di vertebroplastica che ha
rivoluzionato il trattamento dei pazienti affetti da
fratture
vertebrali
osteoporotiche, traumatiche e neoplastiche e
che rappresenta una delle più importanti innovazioni in campo di chirurgia
spinale mini-invasiva.

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Terza Pagina del 26 maggio 2011

Chirurgia mini-invasiva dell’ernia del disco

In caso di un’ernia del disco che causa dolore alla schiena o, per compressione del nervo sciatico, dolore alla gamba, dolore che non risponde a tutte le terapie conservative classiche , farmacologiche, fisioterapiche e quant’altro, si pone un’indicazione all’intervento chirurgico.

In assenza di deficit neurologici come, ad esempio una riduzione della forza dell’elevazione o della flessione del piede, di cicatrici da precedenti interventi chirurgici allo stesso livello, di restringimenti stenotici del canale vertebrale, di ernie con grossi frammenti espulsi nel canale, sussistono i criteri di inclusione alla chirurgia mini-invasiva dell’ernia del disco.

Fra le molteplici possibilità’ fra le quali il chirurgo può scegliere, certamente, la discectomia percutanea o decompressione radicolare percutanea rappresenta una delle migliori tecniche oggi a disposizione.

Si tratta di un intervento che si basa sull’impiego di una sottissima sonda monouso del diametro di 0.3 mm, introdotta nel disco erniato in anestesia locale sotto il controllo della fluoroscopia intraoperatoria, sonda che termina con una vite a doppia elica che, grazie ad un micromotore incorporato nello strumento, permette la trivellazione ed quindi lo svuotamento del disco con conseguente riduzione della pressione all’interno del disco stesso e della compressione che esso determina sul nervo sciatico.

Con una adeguata selezione dei casi da trattare l’efficacia di questa procedura supera l’80% dei successi con la scomparsa o la significativa riduzione della sintomatologia dolorosa praticamente immediata.

Il tutto:

- senza alcun reale rischio chirurgico effettivo che anche alte tecniche invasive come la discolisi o il laser possono avere,

- senza tagli chirurgici, punti di sutura e cicatrici post-operatorie che, talora, anche quando un intervento viene eseguito a regola d’arte. possono rappresentare una complicazione a distanza

- con la possibilità di ripetere la procedura a distanza di tempo

- una ripresa delle normali attività quotidiane praticamente immediata

- con tempi di convalescenza notevolmente ridotti

Info:

Luca Serra

info@lucaserra.it