La vertebroplastica nelle fratture vertebrali

Vertebroplastica 

Chirurgia mini-invasiva per le fratture vertebrali 

          La vertebroplastica è una nuova tecnica chirurgica che interessa un bacino enorme di pazienti affetti da osteoporosi e da lesioni tumorali vertebrali.

          La vertebroplastica è una procedura chirurgica il cui scopo è di prevenire e curare le fratture vertebrali e il dolore conseguente, causate da marcata osteoporosi e da lesioni tumorali ( metastasi, mieloma, angiomi, ecc.), mediante l’iniezione di pochi ml di cemento acrilico ( polimetacrilato ) nel corpo vertebrale fratturato.

         La cifoplastica è un’evoluzione della tecnica precedente che prevede, prima dell’iniezione del cemento, anche un parziale ripristino della conformazione della vertebra fratturata attraverso un cateterino a palloncino tipo Fogarty.

        L’introduzione del cemento determina il consolidamento dell’osso fratturato, mentre la temperatura sviluppata ( circa 90°C ) durante la polimerizzazione causa la necrosi del tessuto tumorale con conseguente risoluzione del dolore.

         Tale procedura viene eseguita in anestesia locale con l’introduzione di un ago apposito all’interno della vertebra sotto controllo radiografico ( RX o TAC ) che ne permette il preciso posizionamento.

         La vertebroplastica rappresenta oggi il trattamento di prima scelta nelle fratture da osteoporosi e nelle metastasi vertebrali.

         Nelle fratture da osteoporosi dopo 24 ore dal trattamento il dolore è praticamente scomparso e il paziente può tornare a camminare, mentre la terapia tradizionale prevede l’immobilizzazione del paziente e il ‘contenimento’ della frattura, sistemi che non eliminano il dolore, fortissimo ed invalidante, tanto da richiedere continue somministrazioni di antidolorifici ed espongono il paziente al rischio di trombosi venose profonde per la prolungata immobilità.

         Nelle metastasi, invece, è stato dimostrato che il cemento non si limita soltanto ad eliminare il dolore, ma provoca soprattutto la morte di gran parte delle cellule tumorali nella zona trattata.

         È opportuno sottolineare per non creare facili illusioni che tale  effetto è soltanto topico per cui la tecnica chirurgica non cura chiaramente la malattia di base, ma solo e unicamente le sue conseguenze sulla stabilità della vertebra.

         In definitiva la vertebroplastica è indicata in questi casi:

  • Osteoporosi severa dolorosa con depressione o frattura da carico della vertebra;
  • Tumori vertebrali dolorosi ( metastasi o mieloma ) cui si associa un rischio di frattura;
  • Angioma vertebrale sintomatico.

         E’, invece, controindicata in caso di:

  • Fratture vertebrali con compressione midollare o frammenti nel canale;
  • Diatesi emorragica ( alterazione della coagulazione del sangue );
  • Infezione ( spondilodiscite ).

I risultati della Vertebroplastica prevedono la scomparsa o la significativa riduzione del dolore in una percentuale variabile dal 90% al 95% dei pazienti trattati con una bassissima percentuale di complicanze maggiori ( inferiore all’1% ).

         La procedura viene effettuata in day-hospital o al massimo con l’ospedalizzazione di un giorno, evitando pertanto ricoveri prolungati finora necessari per il trattamento di questi pazienti, con evidenti vantaggi anche in termini di costi per le Aziende Sanitarie.

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