Fattori di rischio per l’osteoporosi

Alcune persone hanno una maggiore probabilità di altri di sviluppare l’osteoporosi.

I fattori di rischio più noti sono i seguenti:

Frattura precedente – la frattura di un osso in età adulta dopo un trauma minore
è un segno caratteristico di osteoporosi.

Età – la nostra capacità di produrre vitamina D e di assorbire il calcio diminuisce con
l’età, allo stesso modo dei nostri ormoni sessuali, tutti importanti per il
mantenimento della salute delle ossa in entrambi i sessi. Una donna su due e un
uomo su quattro di età superiore ai 50 anni andrà incontro ad una frattura
correlata all’osteoporosi nell’arco della propria vita.

Sesso – le donne sono esposte ad un maggiore rischio di osteoporosi degli uomini, in
quanto hanno in generale ossa più piccole e perdono massa ossea più rapidamente
degli uomini, soprattutto nei primi 5-10 anni dopo la menopausa. Gli uomini
affetti da ipogonadismo subiscono una perdita ossea accelerata simile e sono
soggetti da un maggiore rischio di fratture.

Farmaci – gli steroidi possono inficiare il processo di riparazione ossea. Molti dei farmaci utilizzati per trattare artrite reumatoide, asma, lupus, crisi epilettiche e
problemi gastrointestinali possono causare danni ossei. I trattamenti
antineoplastici, l’ormone tiroideo eccessivo e anche gli antiacidi contenenti
alluminio sono noti per la capacità di determinare un danno osseo.

Malattie – i pazienti affetti da malattie che inibiscono la riparazione ossea sono a
maggiore rischio di osteoporosi. Queste comprendono il Morbo di Paget, l’ipertiroidismo, l’iperparatiroidismo, il diabete e la sindrome di Cushing.

Genetica – se un parente o un fratello ha avuto l’osteoporosi o fratture negli ultimi anni di vita, la propria probabilità di sviluppare la malattia è aumentata. Le razze caucasiche e asiatiche sono esposte ad un maggiore rischio di osteoporosi rispetto alle persone di razza africana.

Tipo di costituzione – i soggetti con ossa piccole o sottili sono maggiormente
suscettibili all’osteoporosi.

Dieta – un basso apporto di calcio durante l’infanzia riduce l’entità del picco di massa
ossea. Le diete povere di calcio in età adulta si ripercuotono sul rimodellamento osseo. I disturbi dell’alimentazione come l’anoressia nervosa o la bulimia possono ridurre l’assorbimento di calcio, come pure alterare i livelli degli ormoni sessuali e aumentare il rischio di osteoporosi.

Vitamina D – le persone che crescono in climi in cui la luce del sole è limitata per parte
dell’anno possono avere un picco di massa ossea inferiore come conseguenza della carenza di vitamina D. La luce del sole consente all’organismo di produrre la vitamina D necessaria per l’assorbimento del calcio. In età adulta, l’esposizione sicura al sole o l’assunzione di vitamina D rimane importante per il mantenimento della salute delle ossa.

Attività fisica – uno stile di vita sedentario a qualsiasi età contribuisce allo sviluppo dell’osteoporosi, in quanto le ossa richiedono sollecitazioni e carichi per diventare e rimanere forti. Se non le usiamo, perdono la loro resistenza.

Stile di vita – il fumo di sigaretta e il consumo eccessivo di alcolici vanno ad inficiare la riparazione ossea e quindi aumentano il rischio di osteoporosi.

L’osteoporosi non è una malattia da prendere alla leggera. Le fratture possono influire su salute, qualità della vita e sopravvivenza! Se siete soggetti a rischio, parlate con il vostro medico di come eseguire un test per l’osteoporosi.
Accertatevi di chiedere quali siano le varie opzioni di trattamento, comprendenti attività fisica, dieta e farmaci che possono prevenire o ritardare l’insorgenza di fratture.