Chirurgia Mini-invasiva delle Ernie del Disco Cervicali: Nucleoplastica o Coblazione Cervicale

La nucleoplastica mediante coablazione è una tecnica percutanea
impiegata per il trattamento del dolore secondario ad ernie discali
contenute che combina la coagulazione e l’ablazione per la rimozione parziale del nucleo polposo

  1. Con il paziente in decubito supino con il capo leggermente iperesteso, viene inserito un ago 19 Gauge (7,6 cm) in sedazione per via anteriore obliqua. Mediante controllo Rx (AP e LL) viene confermata l’esatta posizione dell’ago dentro l’annulus fibrosus del disco.
  2. La sonda (WAND) viene quindi introdotta, si esegue quindi una coagulazione iniziale e, per 3 volte viene eseguita la ablazione in uscita (52°C). Si vengono quindi a formare dei canali all’interno del disco grazie all’effetto del plasma ionizzato (dallo spessore di 75 micron) che distrugge le molecole con cui viene a contatto.
  3. Rimozione della sonda.

La pressione intradiscale dopo trattamento in coablazione ha segnalato una marcata riduzione della stessa nel disco.

Indicazioni

  • Pazienti affetti da cervicalgia e/o dolore radicolare persistente da più di
    tre mesi, già precedentemente trattati con terapia medica e fisica senza miglioramento alcuno.
  • Evidenza RM di un’ernia discale contenuta congrua con la sintomatologia
    clinica.

Post-operatorio

Tutti i pazienti vengono mobilizzati immediatamente e dimessi dopo 24 ore.

Viene somministrata un’antibiotico profilassi.

Una RM cervicale di controllo viene eseguita dopo 4 mesi dall’intervento.

Risultati a 3 mesi

(75-80%) ottimo controllo della sintomatologia dolorosa (riduzione del VAS al
di sotto di 3,5).

(15%) è stato ottenuto un risultato soddisfacente (VAS 3,2 – 4,8).

(5-10%) la tecnica non ha dato un miglioramento della sintomatologia

Risultati a lungo termine

Nel follow up a lungo termine si osserva una stabilizzazione dei risultati clinici iniziali nei casi con un ottimo controllo del dolore (75-80 %)

Complicanze

Non vi sono stati casi di emorragie e/o infezioni.

Conclusioni

Grazie al continuo monitoraggio del chirurgo la possibilità di avere un danno ai tessuti neurali o meno è pressoché inesistente.

Nonostante il relativo basso numero di casi, i risultati, così soddisfacenti,
incoraggiano l’utilizzo di questa tecnica nei casi in cui è indicata.

La nucleoplastica nei pazienti con cervico – brachialgia secondaria ad ernie discali contenute è, nella nostra esperienza, una tecnica mini-invasiva che raggiunge anche un 80% di decompressione discale clinicamente significativa.

E’ indispensabile la corretta indicazione all’esecuzione di questo trattamento e non sostituisce l’intervento tradizionale.